L’errore ricorrente è quello di pensare che nei casi di bullismo e cyberbullismo le persone coinvolte siano solo due: il bullo (o il bullo che agisce online) e la vittima. 

Invece, è coinvolto anche lo spettatore e chi è a conoscenza di ciò che accade, perché in questo modo partecipano al reiterarsi delle azioni senza aiutare la vittima. 

Responsabilità e il ruolo del genitore

Prendersi le proprie responsabilità vuol dire rispondere delle proprie azioni ed essere consapevoli delle conseguenze. E’ una delle caratteristiche principali che distinguono un adulto da un adolescente o da un bambino. Significa rendersi conto delle scelte che si fanno e dei loro effetti, nel bene e nel male. 

Gli adulti, in particolar modo i genitori, sono responsabili dei propri figli fino al raggiungimento del diciottesimo anni d’età, ed è compito loro insegnare fin dal primo giorno di vita a costruirsi un’identità integra e consapevole.

Tra i valori fondamentale da trasmettere ci sono l’educazione, il dialogo e la fiducia. 

Crescere i figli è una sfida a causa delle numerose variabili che subentrano durante l’educazione: i rapporti familiari, le amicizie, i contesti che si frequentano, i punti di vista diversi, gli strumenti che si utilizzano quotidianamente. 

Bullismo e cyberbullismo: due aspetti pericolosi per i figli 

I ragazzi sono facilmente influenzabili e possono diventare vittima di azioni violente messe atto in rete o veicolate online, oppure situazioni che accadono nei contesti che frequentano. Grazie all’educazione all’uso degli strumenti tecnologici e all’informazione possiamo aiutare i nostri figli ad essere consapevoli dei rischi che possono presentarsi nella loro vita reale e digitale. 

Essere vittima di cyberbullismo o di altre violenze può causare danni, anche gravi, al livello psicologico e fisico.

Cyberbullismo e bullismo: lo spettatore ha un ruolo nelle vicende

Chi è spettatore di bullismo e cyberbullismo o è a conoscenza dei fatti può scegliere di agire in due modi: 

  • denunciare e quindi aiutare la vittima 
  • ignorare quello che succede e diventare complice.

Quante volte è capitato che video di atti di violenza tra ragazzi vengano pubblicati sui social network, pubblicati online e fatti girare tramite app di messaggistica istantanea? 

Inviare ad un amico quel video o quelle foto senza segnalare alla piattaforma significa contribuire a veicolare la violenza online. 

Chi è spettatore di bullismo e cyberbullismo e non denuncia, non può dichiararsi innocente. Diventa complice. 

Noi adulti abbiamo il dovere di insegnare ai nostri figli a prendersi le proprie responsabilità imparando a distinguere situazioni di divertimento vero da situazioni in cui il divertimento maschera un atto di violenza verso un’altra persona, un amico o un coetaneo. Insegniamo ai nostri figli a condannare questi comportamenti e a denunciarli.

Kaitiaki è al fianco di ragazzi, genitori ed insegnanti contro il cyberbullismo. 

Grazie a Kaitiaki Safe, app attiva 24 su 24, mantiene al sicuro i ragazzi nel momento in cui sono online. Riconosce i contenuti pericolosi in entrata o in uscita dal dispositivi dei ragazzi, invia un allarme in tempo reale ai genitori che possono intervenire tempestivamente. 

Grazie a Kaitiaki Edu, servizio in cloud, è in grado di rilevare il grado di rischiosità dell’istituto scolastico o dell’ambiente frequentato. Permette di raccogliere i dati, aggregarli e creare piani di intervento mirati per agire o prevenire il bullismo e il cyberbullismo.

 

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[Immagine di copertina di Daria Shevtsova da Pexels]