In questo articolo facciamo riferimento ad un caso di bullismo successo di recente, alle conseguenze per la vittima manifestate a livello psico-fisico e alle conseguenze legali che ne derivano. [La fonte della notizia è disponibile qui].

Bullismo: i campanelli d’allarme possono essere poco chiari

 

Siamo adulti. Siamo chiamati a rivestire il ruolo di genitori, di insegnanti, di educatori e può succedere che non ci accorgiamo di quello che accade ai nostri figli. Le motivazioni possono avere diversa natura, la cosa certa è che le azioni di bullismo possono avere delle conseguenze serie sulle vittime se non interveniamo in modo tempestivo.

Potremmo essere concentrati su un problema personale o sul lavoro. Può succedere anche che sia difficile comprendere ciò che accade, soprattutto in un contesto digitale in continua mutazione.

La mancanza di attenzione può portare a delle conseguenze molto gravi.

I sintomi che le vittime di bullismo o cyberbullismo manifestano possono essere fuorvianti ed essere confusi con altre cause; il dialogo con i ragazzi è fondamentale per capire cosa sta succedendo nella loro vita e qual è la fonte del loro malessere.

Un recente caso di bullismo a scuola

 

La nostra attenzione ai particolari, ai comportamenti e alle modifiche delle abitudini del ragazzo può essere l’elemento che lo può salvare da situazioni gravi.

Per esempio se un ragazzo o una ragazza si stanno coprendo il volto durante una lezione in aula. Uno sguardo o una domanda precisa da parte di noi adulti potrebbe rivelare qualcosa che non va. I lividi sulle braccia possono essere nascosti ma lo sguardo triste e provato no. Capiamo che le ferite dovute alle aggressioni fisiche o verbali dei coetanei possono essere terribili, feriscono nel corpo ma ancora di più nell’animo.

E’ successo a Matteo che durante la ricreazione è stato minacciato con un coltello da due compagni, condotto a forza in un bagno e riempito di botte e umiliazioni. Questa fatto è accaduto entro l’ambiente scolastico. Purtroppo la situazione è passata inosservata. Ma è grazie alla denuncia dei compagni che le aggressioni sono venute alla luce.

Prendiamo come esempio questo fatto anche per ribadire quanto il ruolo dello spettatore sia fondamentale, scegliere di denunciare significa aiutare la vittima; scegliere di tacere significa diventare complici.

Come Kaitiaki è d’aiuto?

 

Proprio per contrastare questi fenomeni di violenza fisica e verbale, nel mondo reale e nel mondo del web, nascono le soluzioni di Kaitiaki:

  • Kaitiaki Safe: è l’app che permette di contrastare gli episodi di violenza online ed è rivolta alla famiglie; infatti grazie all’Intelligenza Artificiale è in grado di interpretare i contenuti in entrata e in uscita dai dispositivi digitali dei figli, determinando se il ragazzo è vittima o bullo. Nel momento in cui rileva un pericolo invia un allarme in tempo reale al genitore che può intervenire tempestivamente.
  • Kaitiaki Edu: è il servizio in cloud rivolte alle scuole e ai centri aggregazione giovanile. Permette, attraverso l’interazione con gli studenti di definire il livello di rischiosità percepito all’interno dell’ambiente che frequentano. Aggrega i dati e grazie a questo è possibile sviluppare dei piani di intervento mirati.

Grazie a Kaitiaki, ragazzi, genitori ed insegnanti hanno due strumenti a portata di mano che possono aiutare nella prevenzione del bullismo e del cyberbullismo.

Guida al Cyberbullismo

 

Abbiamo redatto una guida gratuita dedicata a spiegare il fenomeno del cyberbullismo e come è possibile intervenire.

Puoi scaricarla qui. 

 

[Immagine di copertina di Myriams-Fotos da Pixabay]