Non c’è dubbio che il periodo d’emergenza ci abbia messo a dura prova, sotto tanti punti di vista. La socialità si è spostata nell’universo della rete, e così: ci si incontra in video chiamata, si conversa scambiandoci dei botta e risposta in chat, con audio, video e foto. 

E se questa è diventata la nuova normalità per noi adulti, come è cambiata la quotidianità dei ragazzi?

Il Coronavirus ha ribaltato gli schemi e la routine dei ragazzi, compresa la scuola che per continuare la didattica si è spostata online, nelle classi virtuali in Zoom e in altri tool che permettono il collegamento di più persone in diretta. 

Abbiamo dedicato l’articolo precedente all’argomento della didattica online (che puoi leggere qui) e oggi ci concentriamo su un altro aspetto che non va sottovalutato: l’aumento dichiarato dei casi di cyberbullismo.

E’ stata la Fondazione Carolina a lanciare l’allarme e qui riassumiamo alcuni dati relativi al mese di marzo appena che si è appena concluso: 

  • + 278 segnalazioni (contro le 50 abituali)
  • le vittime sono ragazzi e anche gli stessi insegnanti.

Le segnalazioni che hanno come vittime i ragazzi riguardano: condivisioni di foto personali e insulti nei gruppi Whatsapp.

Quelle che riguardano i docenti, invece sono: condivisione di foto modificate, insulti durante le video lezioni, estranei collegati online durante le sessioni di didattica. 

Poi ci sono altre segnalazioni a tema sexting, revenge porn e condivisione di foto minori in gruppi Telegram

[Fonte dei dati:https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/14/coronavirus-la-quarantena-fa-impennare-il-cyberbullismo-alla-fondazione-carolina-segnalazioni-6-volte-tanto-la-media/5768576/]

Per sapere cosa significano questi termini ti invitiamo a leggere qui.

 Questi dati dovrebbero accendere un campanello d’allarme per i genitori.

 Essere online per i ragazzi significa essere esposti alle molteplici minacce della rete.

La tendenza diffusa è quella di minimizzare l’accaduto. 

“Minaccia” è un termine astratto e allora rendiamolo più concreto parlando di: molestie in rete, di stalking, di foto diffuse all’insaputa delle vittime, di offese ricevute gratuitamente, di suicidi dovuti agli episodi di cyberbulllismo…

Queste “minacce” impattano fortemente nelle vite dei ragazzi e possono causare danni psicologici non indifferenti.

Di frequente i sintomi sono poco chiari e possono essere confusi con degli stati d’animo inquieti. 

Se per un adulto è più facile comprendere il pericolo che si corre e le reali conseguenze che si possono verificare, per un ragazzo non è così, perché non ha ancora la maturità per sapersi difendere.

Proprio per questo motivo sono fondamentali il dialogo e il rapporto di fiducia costruito con il genitore. 

I pericoli sono evidenti e i dati lo dimostrano. 

Che cosa ha determinato l’aumento dei casi di cyberbullismo? 

Il motivo risiede nel maggior tempo passato online da parte dei ragazzi e dalla consapevolezza dei malintenzionati che le possibili vittime sono più esposte. 

I pericoli però non sono rappresentati solamente dalle figure del pedofilo o dello stalker, ma sono anche gli stessi coetanei ad assumere le vesti del bullo e a raffigurare una minaccia. 

Che cosa gli spinge a muovere offese gratuite o condividere foto intime dei loro compagni? La ricerca di un passatempo? La voglia di sentirsi più forti o in una posizione superiorità? Questo non sta a noi dirlo, ma è fondamentale sapere che il cyberbullismo è riconosciuto come reato, così come gli insulti ai professori durante le lezioni online e a risponderne sono i genitori se il ragazzo è minorenne. 

Gli ambienti in cui si verificano i casi di cyberbullismo sono molteplici.

Solitamente associamo la parola cyberbullismo ai social network, ma non bisogna dimenticare anche: le applicazioni di messaggistica istantanea, le classi virtuali e i videogiochi (infatti molti dei quali sono interattivi e si svolgono interamente via web). 

A che cosa serve Kaitiaki Safe? 

Principalmente a mantenere al sicuro i tuoi figli dalle minacce veicolate dal web, ma è utile anche a te genitore. 

Infatti grazie a Kaitiaki Safe, app contro il cyberbullismo, potrai avere la sicurezza che tuo figlio non riceva o invii contenuti pericolosi.