Sappiamo che il cyberbullismo, in qualsiasi forma si manifesti, ha degli effetti devastanti sulla vittima. I sintomi possono essere di diversa natura e manifestarsi sia a livello fisico che a livello psicologico.

Spesso non sono riconoscibili e vengono associati ad altre situazioni ed è difficile per il genitore essere presente in ogni istante della vita del figlio riuscendo a captare tutti i segnali d’allarme.

Ma quale legame c’è tra il cyberbullismo e i contenuti virali? 

Il cyberbullismo a differenza del bullismo non ha confini. Si diffonde in rete, attraverso i social network e i sistemi di messaggistica istantanea.

Capiamo quanto Internet possa essere un veicolo potente e difficile da controllare a 360°, si pensi solo all’esistenza del “deep Web” o “dark web” e cosa si nasconde al suo interno.

Non serve spostarci in questo mondo sommerso per trovare violenza, hate speech, offese ed insulti, tutto questo avviene quotidianamente sotto i nostri occhi e sotto quelli dei nostri ragazzi. 

Questi contenuti possono diventare virali in pochi click e le vittime possono non essere consapevoli di ciò che sta accadendo alle loro spalle. 

In generale la viralità di un contenuto si ottiene con un numero alto di condivisioni da parte degli utenti che lo vedono e vi interagiscono. Avviene non solamente attraverso i social network ma anche attraverso i sistemi di messaggistica istantanea come Whatsapp. 

Prova solamente a pensare ai casi in cui un ragazzo o una ragazza vengono ripresi in situazioni intime a loro insaputa e successivamente quel video o quelle foto vengono condivisi all’interno di un gruppo.

Pensa poi se uno degli utenti di quel gruppo a sua volta lo condivide esternamente e così via. Pensa che secondo una ricerca del MOIGE, 1 Ragazzo su 3 afferma di aver postato video o foto imbarazzanti in rete per prendere in giro dei compagni di scuola.

Si innesca una catena pericolosa e una diffusione a macchia d’olio che diventa difficile da arginare. Il contenuto in questo modo può diventare virale.

Sui social network spesso vengono condivisi contenuti violenti e talvolta macabri, nonostante le piattaforme si siano attivate con una normativa stringente e anche un controllo più capillare. 

Nei primi minuti in cui contenuti sono ancora visibili possono urtare la sensibilità di chiunque entri in contatto con tale materiale, soprattutto se sono bambini.  

Cosa fare quando veniamo in contatto con un post che riteniamo essere pericoloso per i ragazzi? 

Siamo noi adulti a dover agire e farci portavoce di un internet migliore e più sicuro per i nostri figli.

Siamo noi a dover segnalare alla piattaforma i contenuti che riteniamo pericolosi e siamo sempre noi a dover dare l’esempio ai ragazzi aiutandoli nella conoscenza degli strumenti digitali e informandoci a nostra volta sull’argomento. 

Potrebbe essere nostro figlio la vittima di quel video o di quella foto, oppure potrebbe essere stato ricattato per farsi delle foto spinto da qualcuno che l’ha attirato nella sua “trappola” giocando la carta della fiducia e successivamente della cattiveria. 

Delle diverse forme di cyberbullismo abbiamo parlato in questo articolo, che puoi leggere qui.

Chiediti sempre: se fossi mio figlio la vittima? Se quel video lo vedesse mio figlio? Sarei contento/a? 

Evitiamo di condividere contenuti che possono ledere la sensibilità altrui e facciamoci portavoce di contenuti di valore ed educativi, il piu delle volte, i ragazzi non si rendono conto delle conseguenze di ciò che fanno, vanno quindi educati ed informati. 

Cosa può fare Kaitiaki? 

Kaitiaki SAFE è una app contro il cyberbullismo che vuole essere al fianco dei genitori e dei ragazzi nella lotta contro questi fenomeni. E’ attivo 24 ore su 24, ciò significa che sono sempre al sicuro dai pericoli della rete e una volta intercettati i contenuti pericolosi ricevuto o inviati, Kaitiaki SAFE invia un allarme al genitore che può intervenire in modo tempestivo.